Mi chiamo Davide Auseri. Certo non sono più giovane, ma sono forte e in salute. Gli anni che sono passati non hanno lasciato tracce visibili o dolorose, forse una mano trema di tanto in tanto, e posso avere bisogno di occhiali quando leggo, ma neppure gli amici sanno di queste imperfezioni. Non dirò altro, ci tengo a non essere preciso sulla mia età. Sono un uomo riservato. Vivo non lontano da Milano, ma ho anche un piccolo appartamento in città. Lo usavo una volta, oggi raramente. La mia vita è stata a tratti piena, a tratti insignificante. Ho avuto soprattutto una donna dolce e vitale affianco, negli anni migliori della mia vita. È stato tempo fa.
marzo 15, 2007 at 12:21 pm
..non nemmeno come ci sia capitata dentro…
ho letto tutto il blog..dall’inizio..alla fine..
..il suo modo di scrivere e’ scorrevole, piacevole e suscita molte emozioni.Ambiguo..a momenti angosciante…
Una curiosita’ che mestiere svolge?
Buona giornata
Silvia
marzo 21, 2007 at 12:55 pm
Silvia, inizi scrivendo per te stesso e finisci a dipendere dalle lusinghe degi altri, incapace di sottrarti o di passare oltre. Ero stato volutamente elusivo, ma ultimamente abbandono il pudore. Grazie dei complimenti. Per quanto riguarda il mio mestiere, non ho mai avuto doti alcune, ma neppure la necessità di lavorare per vivere. Mio padre aveva fatto molto e non aveva altri che me. In fondo non me ne vergogno.
marzo 31, 2007 at 7:42 pm
Davide, Lei si chiama davvero così ho ha tratto ispirazione dalla “Venere Privata”?
In fondo non è così importante, lo so.
Ho 28 anni, lei mi ricorda tanto mio padre, vivo e vegeto per carità, ma confinato nel suo mondo e nella sua solitudine (nonostante abbia 3 figli e 3 nipoti) a causa di una vita di sofferenze.
Certe volte vorrei poter credere che moriamo e rinasciamo in diverse spoglie, per poter pensare che La leggerò nuovamente, in una prossima vita e in un prossimo blog, circondato non da quest’aura di dolore ma dal racconto di una vita di entusiasmi.
A presto
aprile 8, 2007 at 5:16 pm
Emma, io sono un po’ più giovane di te e anch’io ho un padre “un po’ addolorato”. Credimi, di recente sono successe alcune cose che mi hanno fatto scoprire la gioia di vivere che ha sempre nascosto. Anch’io penso che davide (scusami se parlo di te così!) sia simile a mio padre, la loro felicità non si vede perché non è da loro mostrarla ma c’è, esiste. Sarà così anche per tuo padre, può essere il motivo comune che ci ha spinto a scrivergli.